L’Età Adulta

Casorati

Caty è un vulcano di idee e di passione. Percepisce la necessità di respirare l’aria di un grande Maestro.
Felice Casorati in quei tempi era al centro della vita culturale ed artistica di Torino. Un faro illuminante.
Il maestro Allemanni, lui per primo convinto di non poter più contenere gli slanci della sua allieva, la indirizza in Via Mazzini 52 dal Maestro Casorati.
Con grande umiltà ma sempre consapevole del proprio lavoro porta in visione disegni e tavole.
La sua pittura è costruita “a volumi“ e risulta radicalmente diversa dal nuovo modo di intendere l’arte: mostra però anche alcune tele personali tra le quali “La Tosse” e “Movimento 2000” che sorprendono Casorati.
Da alcuni amici in comune viene a sapere che il giorno stesso il Maestro dice di lei: “Quella ragazza ha talento” “la prendo a bottega”.
Caty diventa la più disciplinata delle allieve. Disegna fino a 15 ore al giorno. Porta tutte le mattine a Casorati un disegno extra che realizza nella notte! Non è facile cambiare impostazione. Ma ci riesce.
Un giorno chiamata a restaurare un Tintoretto si accorgerà di non esser stata sveglia inutilmente tutte quelle notti.
Viene apprezzata da Casorati perchè dipinge con idee proprie evitando di riprodurre , in brutto, le opere del Maestro.

Parigi

La famiglia Torta doveva ancora assistere a nuove e difficili imprese della sua unica figlia. Sicuramente una grande anticipatrice dei tempi. Una donna moderna ed attenta al mutamento dei costumi. In definitiva mai ribelle od offensiva, soprattutto mai oltraggiosa nei confronti di alcuno.
Queste qualità saranno la garanzia per ottenere il permesso di soggiornare a Parigi da sola per studio.
Casorati stesso intravede per l’allieva un futuro da astrattista e la indirizza all’Accademia di Parigi.
Ancora una rivoluzione. Ancora un inizio. La modella che da Casorati posa tre ore per poter essere ritratta nella stessa posizione a Parigi gira ogni sette minuti. Caty piange ma non molla. Accanto a lei tedeschi , cinesi ,iraniani schizzano velocemente e riescono ad ultimare il disegno in tempo: deve farcela.
Diventerà astrattista ma per gradi, per sintesi, escludendo ogni giorno tutto ciò che non è essenziale.
Anna Maria Brizio storica dell’Arte e donna come lei la incoraggerà nell’impresa con stima ed affetto.

Lavoro silenzioso

In un mondo che premia chi si mette in mostra e organizza il commercio dell’arte Caty Torta fa un passo indietro.
Per lei contano le opere e non l’esibizionismo. Non si lega a nessun mercante, a nessun gallerista. Non vuole suggerimenti od imposizioni. Resta isolata ma lavora ancora più di prima.
Si è poi sposata con un uomo che ha saputo lasciarla libera. Medico ed anche violinista e pittore.
Una figura che oggi non potrebbe più esistere. Rimasta presto vedova Caty Torta si dedica al suo unico figlio rinunciando all’insegnamento accademico che le era appena stato proposto.
Paradossalmente in questi anni si amplifica ancor di più la sua costante ed inesauribile voglia di dipingere. I suoi quadri, ma non lei, varcano ripetutamente i confini per partecipare a mostre collettive e manifestazioni culturali. L’unica condizione è che siano capaci di restituirle l’amore e l’impegno che lei gli ha dedicato.
Un amore ed un impegno che durano da tutta una vita.